Se hai pochi giorni in Islanda e devi sceglierne uno solo, il Golden Circle è la risposta. In circa 250 chilometri ad anello da Reykjavík si concentra tutto ciò che rende l’Islanda unica: la frattura tra due continenti, un geyser che esplode ogni pochi minuti e una delle cascate più potenti d’Europa.
Þingvellir: dove nasce l’Islanda
Il Parco Nazionale di Þingvellir è un luogo doppiamente straordinario.
Dal punto di vista geologico, qui la placca nordamericana e quella eurasiatica si separano di circa due centimetri l’anno. Camminando nella gola di Almannagjá si cammina letteralmente dentro quella frattura.
Dal punto di vista storico, è ancora più sorprendente: nel 930 d.C. qui si riuniva l’Alþingi, l’assemblea generale degli islandesi, considerata uno dei più antichi parlamenti del mondo. Per secoli, una volta l’anno, i capi clan di tutta l’isola si accampavano in questa valle per discutere leggi e risolvere dispute. È anche il luogo in cui, nell’anno 1000, l’Islanda decise di convertirsi al cristianesimo — con un voto, non con una guerra.
Þingvellir è patrimonio UNESCO, e il parcheggio è a pagamento: un dettaglio banale che però coglie di sorpresa molti viaggiatori fai-da-te.
Geysir: la parola che il mondo ha preso in prestito
L’area geotermale di Haukadalur ha regalato una parola a quasi tutte le lingue del pianeta. “Geyser” viene dall’islandese geysir, “colui che erutta”.
Il Grande Geysir oggi è quasi inattivo, ma a pochi metri c’è Strokkur, che non delude mai: erutta ogni 5-10 minuti circa, con getti che superano spesso i 20 metri. Il trucco per fotografarlo è guardare la pozza: un attimo prima dell’eruzione l’acqua si gonfia in una bolla turchese. Quello è il momento di scattare.
Attenzione a non uscire mai dai sentieri: l’acqua di queste pozze supera i 100 °C.

Gullfoss: la cascata d’oro
Gullfoss significa “cascata d’oro” e il fiume Hvítá vi precipita per due salti in un canyon profondo. Nelle giornate di sole si formano arcobaleni nella nebbia d’acqua; d’inverno il bordo si copre di ghiaccio e la scena diventa quasi lunare.
C’è anche una bella storia dietro: all’inizio del Novecento si voleva sfruttare la cascata per una centrale idroelettrica. Sigríður Tómasdóttir, figlia del proprietario del terreno, si oppose con tale determinazione — si dice minacciando di gettarsi nelle acque — da diventare un simbolo del movimento ambientalista islandese.
Le tappe che quasi nessuno ti racconta
Il “classico” Golden Circle sono tre tappe. Ma la stessa zona ne nasconde molte altre, e sono spesso quelle che i nostri viaggiatori ricordano di più:
- Kerið, cratere vulcanico con un lago color smeraldo nel fondo.
- Brúarhlöð, un canyon piccolo e scenografico lungo lo Hvítá.
- Fridheimar, serra geotermica dove si coltivano pomodori nel bel mezzo dell’inverno artico.
- Secret Lagoon, la piscina geotermale più antica d’Islanda, molto più autentica delle grandi spa.
- Þórufoss o Brúarfoss, cascate minori e quasi deserte.
Nel nostro tour giornaliero del Golden Circle inseriamo sempre almeno una tappa a sorpresa fuori dai circuiti di massa: è il nostro modo di far vedere anche l’Islanda che i grandi bus non raggiungono.
Un consiglio sui tempi
I bus turistici seguono tutti lo stesso senso di marcia e gli stessi orari. Partire presto, o invertire l’ordine delle tappe, significa trovare Gullfoss quasi vuota. È uno dei vantaggi concreti di viaggiare con guide che vivono qui.
E se vuoi andare oltre
Se hai già fatto il Golden Circle o vuoi qualcosa di meno battuto, il Silver Circle ti porta nell’Islanda occidentale, tra cascate di lava e la sorgente termale più potente d’Europa. Se invece preferisci partire solo con il tuo gruppo e con tempi tutti tuoi, dai un’occhiata ai tour privati.



